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Teo Spiller Una rivista indipendente su cucina, montagna, libri, salute e arte — scritta e curata da Teo Spiller a Lubiana.

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editoriale

Introduzione di Janez Strehovec: Presentando l’arte web slovena, Internet è per sua natura un medium espressamente comunicativo; le sue caratteristiche principali si possono quindi apprezzare maggiormente quando su di esso non vengono semplicemente collocati documenti nello stesso modo in cui vengono definite le loro articolazioni negli spazi reali. Mi riferisco a una carenza che definisco come mimesi virtuale, il che significa che nel ciberspazio vengono semplicemente ripetuti, copiati e quindi duplicati contenuti che esistono già nel mondo reale.

Un esempio di tale approccio non inventivo è offerto da numerose pagine web, anche di istituzioni così importanti come i quotidiani nazionali, che spesso offrono sul sito, in modo estremamente noioso, ciò che è già stato stampato su carta. A differenza delle istituzioni di spicco (anche i siti di organizzazioni governative, partiti, università, grandi aziende ecc. sono generalmente una noia), sono molto più innovative e comunicative le pagine web di individui marginali; allo stesso modo, il medium è compreso perfettamente anche dai creatori di siti con contenuti erotici, dove non vengono caricati solo materiali iconografici e stampati, ma gli utenti possono utilizzare numerosi canali di feedback (ruotano la telecamera in diretta, guardano attraverso “showcam” e “voyeurcam”, inviano messaggi scritti e commenti, conversano con le ragazze e altri utenti del sito tramite chat room).

Software già ampiamente accessibili e user-friendly consentono quindi la visita e la partecipazione a pagine così interessanti con questo tipo di contenuti come A Taste of Honez ( http://www.honez.com/index1.htm ). Perché questo preambolo sulla natura generale del medium web, ovvero su ciò che in inglese viene chiamato webness ed è fondato soprattutto sull’alto grado di interattività e sul feedback qualitativo? Perché sono proprio gli artisti web coloro che comprendono perfettamente la natura del medium, ne sfruttano le numerose possibilità autentiche e sviluppano su di esso forme alternative di comunicazione.

Il fatto che i progetti artistici web siano integrati nel medium stesso (a differenza delle opere d’arte tradizionali, che sfuggono alla banalità della quotidianità nei musei, nelle gallerie, nelle sale da concerto, nei teatri…), non si rivela come un errore, ma come un vantaggio, poiché tali progetti non sono localizzati geograficamente, possono quindi avere numerosi lettori-spettatori-utenti, e inoltre il nucleo della loro poetica risiede nel fatto di essere collegati in tempo reale a opere affini su Internet, di essere essi stessi parte della vita on-line.

Ogni pagina web offre generalmente collegamenti (link) ad altre pagine, orientando verso una connettività globale che permette sia un surplus a livello comunicativo sia una sorta di solidarietà tra coloro che sono attivi nel traffico on-line. L’isolamento delle pagine web dal traffico del ciberspazio, ad esempio la loro copia su CD-ROM, che sarebbe accessibile solo a un numero limitato di visitatori di una certa galleria, ovvero che non sarebbe in rete in tempo reale, significherebbe di fatto il blocco e la deformazione di tali opere.

All’inizio abbiamo menzionato la natura comunicativa di Internet, che permette numerosi canali dialogici e polilogici tra individui geograficamente distanti, uniti solo da contenuti di interesse comune, e tale natura, ovvero espressamente comunicativa, è anche quella dei progetti artistici web. In base al valore cultuale e espositivo delle opere d’arte (nel senso della loro nota separazione e definizione nella teoria di Walter Benjamin), assistiamo oggi anche nell’arte a un accento sempre maggiore sulla dimensione comunicativa (e sui valori e la qualità ad essa connessi) delle opere d’arte.

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In questo contesto, è importante che l’artista web cerchi forme di comunicazione il più possibile alternative (sia in termini di sovversione e nonconformismo contenutistico, anche politico, sia in termini di natura emotiva e intima), che sia un hacker e persino un cracker quando si tratta di utilizzare percorsi di comunicazione alternativi, che sia integrato nel medium e contemporaneamente fuori di esso (viaggio virtuale); allo stesso modo è importante che interessi l’utente con l’estetica web della propria pagina, che includa un alto grado di interattività (con interfacce dal design innovativo), effetti di immersione e altri effetti speciali e un’alta qualità della comunicazione (loop di feedback), poiché l’opera web è un processo intersoggettivo; le concretizzazioni dell’utente diventano parte documentata della vita dell’opera d’arte web come processo.

Abbiamo menzionato la natura processuale dell’opera web, poiché non è affatto necessario che l’opera d’arte web venga equiparata alla sola pagina web; in realtà, questo sarebbe persino un limite e una restrizione, se si cercasse di applicare qui il progetto nel senso di “kunst-web-werk”. Proprio la caratteristica dell’opera stabile (nel senso del termine tedesco Kunstwerk) si contrappone alla natura instabile, processuale e comunicativamente aperta del progetto web. Un esempio interessante di approccio innovativo all’arte web è quindi il progetto dell’autore di letteratura elettronica John Cayley, Myour Darkness, concepito come una comunità virtuale artistica orientata agli oggetti (la cosiddetta MOO), in cui circa 30 suoi amici hanno il proprio angolo intimo e possono comunicare in varie forme all’interno di quel progetto.

Menziono questo esempio perché ogni dispositivo internet (dal MUD alla Chat Room) è degno di essere incluso nel traffico artistico, e affinché l’arte sulla rete non venga equiparata solo a una pagina web su cui sono collocati contenuti artistici. Qui è quindi necessario richiamare la distinzione già consolidata tra arte web (web art) e arte sulla rete (net art). I progetti di quest’ultima spesso utilizzano ignoranti il medium, usando il ciberspazio solo come mezzo di riproduzione e distribuzione delle proprie opere (quindi, in occasione di una mostra in una galleria reale, la sua ripetizione anche in forma di galleria virtuale).

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L’arte web può invece assumere il ruolo di una comunicazione orientata a una, per così dire, realtà autentica, e quindi alternativa ad altre fonti di informazione manipolate (militarmente, poliziescamente) (si pensi al ruolo della CNN durante la guerra del Golfo e durante gli attacchi della NATO alla RFY). All’opposto della finzione e dell’incanto, a cui sono ossessionate l’arte tradizionale e quella moderna (almeno una parte percettibile di essa), l’arte web tende al disincanto e alla demistificazione (come è stato caratteristico di una serie di progetti internet durante gli attacchi della NATO alla RFY, che possono essere interpretati anche come la prima guerra internettiana - a differenza della guerra del Golfo come guerra dietro un terminale video).

Per l’arte web è essenziale la tensione tra artistico e non artistico, poiché opera sia in un contesto artistico che al di fuori di esso, sfrutta tutti gli strumenti e i procedimenti disponibili del nuovo medium, sapendo al contempo cercare spazi intermedi per azioni sovversive. In ogni caso, annotiamo che l’estetica del medium web è oggi ancora completamente aperta, le sue carte sono ancora in fase di mischiamento, il che significa che non sono ancora state distribuite, sebbene sia già chiaro oggi che sia sbagliato se gli artisti web cerchino di ripetere nel nuovo medium solo i procedimenti delle avanguardie storiche e neoavanguardie (ad esempio di Klein, Beuys e Kandinsky), senza considerare la natura del medium e quindi anche i procedimenti hacker e persino cracker.

Ancora due parole sulla natura dell’immagine e della parola nella pagina web. La prima è l’immagine-corpo, una sorta di icona cibernetica che può avere anche una dimensione cinetica. E anche la parola può assumere, all’interno di un progetto web, una dimensione visiva e cinetica, spostandosi nel movimento in cui può apparire persino come un oggetto leggibile impossibile, come una parola-film-enigma. Soprattutto la programmazione in Javascript ha permesso la nascita di una serie di progetti letterari di qualità che superano la forma tradizionale della letteratura elettronica scritta come ipertesto.

Questo testo è scritto solo come breve riflessione dell’autore su alcune questioni dell’arte web odierna, e l’autore è lieto che in essa vi siano autori sloveni altamente creativi e di successo anche in contesti internazionali (ad esempio Teo Spiller e, per quanto riguarda i progetti letterari sulla rete, Jaka Železnikar).

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